Squarepusher recensito da Aldo Lastella

Non si può ballare, non si può cantare, non consola, è sgradevole, non c’è melodia né armonia, non c’è neppure ritmo. Pura emozione fisica. Nel senso scientifico del termine. Un vigoroso spostamento di molecole dell’aria che sbattono violentemente fra di loro provocando una specie di vento elettronico rumoroso che ti investe come una tempesta.

Queste le parole utilizzate dal sempre acuto Aldo Lastella per l’apertura del post sul suo blog dedicato all’esibizione di Squarepsuher di sabato 9 giugno scorso.

Dal mio punto di vista di fan di vecchia data, mi permetto parzialmente di dissentire in merito all’entusiasmo messo in campo (ho assistito a perfomance ben più esplosive di quella del M.I.T.), però l’impostazione di base dell’analisi del fenomeno artistico TJ mi pare tra le più intelligenti mai viste su testate generaliste.

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About luca

Luca segue tenacemente Tom Jenkinson fin dal 1998, anno in cui per caso alla radio qualche intrepido DJ passò qualche brano di quel capolavoro di Music is rotted one note.