Squarepusher Live Report, Roma 26 Giugno 2015

Finalmente Tom √® tornato. Non solo fisicamente a Roma, dove per la prima volta mi concesse una foto insieme davanti alla stazione Termini dove si aggirava come un qualunque sconosciuto prima dell’Enzimi 2003, ma anche e soprattutto artisticamente. Lo dimostra la serata dello scorso 26 Giugno all’Andrea Doria, interessante locale romano travestito da centro sportivo sulle sponde del Tevere durante la settimana, dove TJ ha dimostrato ancora una volta la sua natura di alieno arrivato dal futuro: dopo quasi vent’anni, il suo stile si conferma talmente attuale che nonostante array di casse capaci di percuoterti dallo scafoide tarsale al neurocranio o schermi da retroproiezione programmati per friggerti lisergicamente la vista, a colpire duro e dritto al cuore √® stata la selezione dei pezzi in scaletta.

Una playlist scelta per sezionare longitudinalmente tutta la sua produzione, aprendo con pezzi dall’ultimo Damogen Furies, saltando indietro ai tempi Port Rhombus, poi ancora indietro ai tempi del santissimo Go Plastic, quindi avanti tutta verso Numbers Lucent. Salti avanti e indietro nel tempo su scala decennale ma senza lasciar trasparire alcun riferimento stilistico, come se passando sotto le sue mani tutto si permeasse di contemporaneo.

Per arrivare all’unica netta cesura stilistica, TJ ha dovuto calare letteralmente la maschera, uscendo di scena qualche minuto per svestire i panni dell’anonima interfaccia tra uomo e macchina (che forse vorrebbe rappresentare nascondendosi dietro mascherate pi√Ļ o meno improbabili) ed abbracciare il basso a volto scoperto: il risultato √® stato un mix di autentica improvvisazione e sfrenato virtuosismo, fino all’attesa fantastica esecuzione di Tetra-Sync con cui da tempo chiude i suoi spettacoli.

Squarepusher, Circolo Andrea Doria, Roma

 

Ecco perch√® questo Tom √® il top. Un extraterrestre che da anni produce quello che vuole, fregandosene allegramente dei trend artistici del momento per dare completo sfogo a quello che gli passa per la testa: il rischio di deludere √® concreto (Shoebaleader-One √® chiaramente un disco di Cher) ma √® solo rischiando veramente di fallire che nascono le innovazioni pi√Ļ sensazionali. Certamente una delle serate pi√Ļ memorabili di TJ a cui abbia mai partecipato, paragonabile in unicit√† forse solo alla mitica venue di Budapest nel 2009 quando mentre portava in giro il suo fantastico tour a due con Alex Thomas, pass√≤ anche dalle parti dello Sziget.

In chiusura un grazie all’organizzazione della serata a cura della solita DNA Concerti nonch√® al bravissimo¬†Alessandro Del Gaudio di nightguide.it che mi ha concesso il privilegio di poter pubblicare i suoi scatti a corredo di questo breve reportage.

About luca

Luca segue tenacemente Tom Jenkinson fin dal 1998, anno in cui per caso alla radio qualche intrepido DJ passò qualche brano di quel capolavoro di Music is rotted one note.