Tom Jenkinson

Squarepusher, nome d’arte di Thomas Jenkinson (Chelmsford, Essex, 1975), è un musicista gallese, autore di musica elettronica, specializzato nei generi drum’n’bass e acid con importanti influenze Jazz.

E’ considerato uno degli esponenti massimi della drill’n bass, una sorta di drum’n’bass contaminata da musica Acid e imponenti arrangiamenti Ambient Noise.

Figlio di un batterista jazz, cresce ascoltando fin da piccolo grandi autori quali Miles Davis, Augustus Pablo, Charlie Parker e Art Blakey tanto che, probabilmente seguendo le orme del padre, comincia a studiare basso e batteria fin dai tempi delle scuole superiori.

Entrato in contatto con l’elettronica di artisti electro-techno quali LFO e Carl Craig, presto Tom comincia a plasmare concretamente il suo personalissimo genere, amalgamando ritmi breakbeat con avanguardie post-bop e progressive jazz finchè, dopo aver pubblicato un paio di EP ed un remix di DJ Food sotto lo pseudonimo di Squarepusher e Duke of Harringay che però riscontrano un buon apprezzamento solo tra i patiti di house sperimentale e post-acid, nella seconda metà degli anni ’90 riesce ad attirare l’attenzione della critica in seguito alla pubblicazione su Rephlex (etichetta del già noto Richard “Aphex Twin” James) del suo primo vero e proprio disco: “Feed me weird things” (1996), rara commistione di breaks super-veloci in stile jungle conditi da synth spalmatisu melodie tanto inusuali quanto indiscutibilmente accattivanti. Questa sua prima opera, già molto rappresentativa delle sue reali capacità tecniche ed artistiche, lo colloca improvvisamente accanto a pioneri della fusion quali Mahavisnu Orchestra e Weather Report: non a caso, per le sue evoluzioni ritmiche con il basso, il suo groove è fin da subito paragonato a quello di Jaco Pastorius.

Negli anni successivi seguono altri due capolavori: “Hard Normal Daddy” (1997) e soprattutto “Music Is Rotted One Note” (1998), riuscitissima perla di stampo jazz fusion in cui Tom suona personalmente basso, batteria e tastiere, dando ampia prova della sua incredibile autosufficienza e versatilità. A tenere la scena per qualche tempo arrivano poi “Budakhan mindphone“, “Maximum Priest” (entrambi EP) e “Selection Sixteen” (che celebra un purissimo ritorno allo stile acid), fino all’irripetibile “Go Plastic” del 2001, vero e proprio caposaldo nella sua produzione che, grazie anche alla fama raggiunta dal pezzo “My Red Hot Car” (usato addirittura come sigla di un rispettato e seguito programma televisivo), garantisce a TJ imperitura fama tra gli autori della scena contemporanea elettronica più rinomata.

Le seguenti produzioni “Do you Know Squarepusher” (2003) e “Ultravisitor” (2004) segnano il ritorno a sonorità più orecchibili, attraverso le quali l’artista affina le sue capacità di composizione, programmazione e tecnica musicale, tutti aspetti rilevabili anche nei susseguenti “Hello Everything” (2006), “Just a Souvenir” (2008) e “Solo Electric Bass, vol. 1” (2009). Lo stesso anno comincia un lungo tour con il batterista AlexThomas, con il quale propone performance live a base di batteria, basso elettrico ed immancabili groove sintetici.

A fine 2010, Tom torna alla ribalta con il suo ultimo progetto artistico, per realizzare il quale spezza apertamente l’incantesimo della produzione in solitaria, dichiarando di avvalersi per la prima volta in tutta la sua carriera artistica dell’attiva collaborazione di altri quattro elementi (di cui non è resa nota la reale identità): nasce la band electro-pop “Shobaleader One” con la quale pubblica il disco “d’Demonstrator” (2010).

Da un punto di vista strettamente tecnico di produzione, Tom si avvale della più diversa strumentazione tra cui DAT recorder, generatori di onde sinusoidali, campionatori (Akai S950 per i primi lavori, S6000 per i successivi), sintetizzatori (Roland SH-101), Bass Line (Roland TB-303), sequencer (Yamaha), riverberatori (King Tubby-style spring) oltre che tool come Reaktor, Eventide Orville + DSP4000 (tutti personalizzati con algoritmi extra realizzati ad hoc) fino a standard più “normali” quali basso (Ernie Ball Music Man, Rickenbacker 4001, Zoot Personalizzato 6 corde, Fender e Warwick), chitarra (classica, baritona classica, personalizzata elettrica), batteria (Ludwig) o addirittura xilofono e percussioni balinesi.

[fonti: wikipedia it, allmusic ]

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About the Author

Luca segue tenacemente Tom Jenkinson fin dal 1998, anno in cui per caso alla radio qualche intrepido DJ passò qualche brano di quel capolavoro di Music is rotted one note.